30 agosto 45!

30-8-1972  Roma

30 dicembre 2016

30-8-2017 Alcune date sono importanti, e oggi visto che è il mio anniversario di nascita festeggio i miei anni, 45 per la precisione.

Ringrazio tutti per gli auguri, chiunque ha deciso di spendere qualche secondo per scrivermi, mandarmi dei messaggi nei social o telefonarmi.

Non ho mai voluto festeggiare in modo particolare il mio compleanno, ho sempre vissuto questo appuntamento con un po’ di ritrosia, ma quest’anno mi son preso un poco di tempo per farlo e ho considerato con più peso chi ha voluto dedicarmi un pensiero, in qualunque modo e avvicinarsi a me.

C’è un’altra data importante per me che ho voluto annotare ; 30 dicembre 2016, il mio ricovero ad Aosta.

Oggi sono passati esattamente 8 mesi e coincidenza il 30.08 è la mia data di nascita.

L’ho dovuta annotare per forza, perché volente o no è stata una giornata che ha segnato l’intero anno e forse un pezzo intero di esistenza, una data che ha lasciato segni nel mio corpo e nel mio intelletto ( ammesso e non concesso che io ne possegga uno )

In questi mesi sono successe tante cose, molte di più rispetto ai miei anni precedenti.

In piccola parte mi dispiace di non aver sempre risposto con chiarezza alle tante persone che chiedevano informazioni sul mio stato attuale, sul mio lavoro o  altro,ma è stato un modo per salvaguardare me stesso.

Ho solo tenuto costantemente informate quelle pochissime persone che da anni, costantemente hanno sempre un pensiero per me, dimostrando un reale interesse cercandomi anche contro i miei silenzi.

Dispiace anche per  chi ha confuso i miei silenzi per una presa di posizione personale, evidentemente mi conoscono poco e non esiste un interesse reciproco per approfondire questa conoscenza.

In pochi mesi  ho lavorato a Spezia, Torino, Asti e altre città.

Ho voluto staccarmi da tante situazioni che rischiavano di finire in una routine ordinaria, emozioni che non riesco ad amare a pelle.

Sono tornato nelle cucine quando i dottori me lo hanno sconsigliato in maniera palese, ma avevo bisogno di misurarmi fisicamente con me stesso.

Per la cronaca ho perso sonoramente ma conto di rifarmi nei secondi tempi che avrò a disposizione.

Potrei raccontarvi diversi percorsi di questi mesi, ma rimango una persona introversa e poco incline a raccontarsi  ( lo so, leggere tutto ciò da un blog personale fa sorridere)

Però una storia voglio raccontarla, forse perché può essere di sprono o di aiuto per qualcuno di voi.

Non è una storia a lieto fine, questo ci tengo ad anticiparlo per non creare aspettative, però ci è mancato veramente poco per esserlo e credo meriti di essere conosciuta.

Uscito dall’ospedale mi imbatto in una mail dove si cercava un cuoco per una esperienza particolare, anzi oserei dire unica.

Già, proprio cosi , non sto esagerando, perché sarebbe stata riservata a sole sei persone dello stato Italiano e altrettante in Francia.

Tra queste un solo  chef.

Rispondo a questa mail mandando il mio curriculum e continuo a fare quello per cui stavo impiegando tutte le ore di quelle giornate, cioè cercare di coricarmi e alzarmi dal letto tramite corde perché non potevo in nessun modo sforzare tutti i punti dell’addome.

Dopo qualche settimana mi viene recapitata una mail dove il mio curriculum insieme ad altri centinaia è stato preso in considerazione e sarà valutato.

Sorrido, a fatica ricordavo di cosa si trattasse e mi fa piacere il solo fatto di essere stato preso in considerazione tra i tanti chef italiani proposti.

Nel frattempo litigo con il mio primo stracchino, cerco di mangiarlo e deglutirlo, cerco di non tossire o starnutire per non far rompere i punti interni.

Mi informo meglio cosa comporti questa missione, questa nuova esperienza.

Raccolgo dei dati, riesco a capire che si trova a 16 mila km dal mio paese, nel punto più lontano e a sud che esista nel mondo.

Ma a me cosa importa , penso tra me per diversi giorni, io sono ancora fermo a letto tra fasce, corpetti e busti.

Ovviamente non ci penso molto, però mi incuriosisce sapere se oltre che essere un candidato passerò anche il prossimo step e avrò un colloquio.

Non devo aspettare molto , perché in poche settimane arriva la prima richiesta di colloquio via skype.

Non ho un bell’aspetto, sono dimagrito 15 kg, ho in dotazione una barba lunga mal curata e faccio fatica a infilarmi una camicia e i pantaloni.

Non c’è problema penso tra me, mi pettino la barba con un filo d’olio , mi infilo la camicia e non è necessario fare fatica per infilarsi i pantaloni perché tanto collego la webcam in primo piano.

Nel  frattempo in poche settimane riesco a stare in piedi, cammino per mezz’oretta al giorno e posso stare in macchina.

A  questo punto, essendo persona dotata di prudenza e saggezza decido che rimanere in piedi per quasi un ora al giorno mi può bastare per affrontare un trasloco e venire via dalla Liguria.

In fin dei conti si tratta di spostare qualche mobile e 60 scatoloni in macchina, dal sesto piano di una bellissima palazzina ligure a picco sul mare ma non dotata di ascensore.

Ringrazio ancora i due amici che hanno deciso di aiutarmi in questa follia, e chiedendo aiuto ad un amico ristoratore di Spezia mi faccio prestare un furgone per partire il sabato verso Asti , scaricare, tornare a spezia per restituire il veicolo e ripartire alla volta di Asti con la mia macchina.

Non so come ci sono riuscito e onestamente non me lo sono chiesto molto, era solo una cosa da fare.

Sta finendo l’inverno, oramai riesco a mangiare primi di pasta (  praticamente scondita) e carni bianche.

Oserei dire “ è quasi festa!”

Posso stare in piedi e camminare per  più di due ore al giorno, faccio la spola di routine tra ospedali e cliniche private per esami vari e continuo a sentirmi dire che mi hanno preso per i capelli , frase che in un mese di ospedale ho sentito spesso.

E dentro di me sono felice di sentirmelo dire, solamente perché adesso so a chi dare la colpa dei miei capelli sempre più radi, è colpa dei chirurghi” che mi hanno preso per i capelli”

Quello che mi pesa di più non sono tanto i 40 punti in pancia, ma il divieto assoluto di mangiare latticini, divieto che viene interrotto abbondantemente quando vado a trovare una mia amica a Parma e mi fermo per cena.

Arriva  la mail che mi informa che a questo punto dopo il primo colloquio via skype il mio profilo è passato e devo avere un colloquio a Roma.

PORCA MAIALA!  Qui la situazione inizia a farsi seria.

In via ufficiosa mi viene detto che delle centinaia di curriculum siamo rimasti in 9

PORCA MAIALA AFFUMICATA!

Qui la situazione inizia a farsi seria seria

Io continuo a portare avanti tutte le mie attività a Torino e Asti, non voglio pensarci granché perché le informazioni che mi arrivano sulla missione mi esaltano sempre di più.

16 MILA KM dall’italia, temperature tra i meno 60 e i meno 90, praticamente isolato con 12 sconosciuti senza possibilità di andar via o di essere soccorsi per diversi mesi.

Una missione a supporto di scienziati per il bene comune mondiale.

Un rappresentante dello stato italiano in qualche modo.

L a difficoltà è estrema me ne rendo conto.

Inizio a guardarmi allo specchio e partono le prime domande se ne sarei capace.

Le risposte per ora non arrivano.

Con molta leggerezza vado a Roma, mi incontro con la commissione giudicante, i suoi psicologi e altre figure professionali.

Leggerezza è lo stato d’animo cercato e ricercato in questi mesi, nonostante non lo siano stati affatto.

Ma ho imparato a provare a cambiare i problemi in opportunità, i fallimenti in trampolini per altre esperienze.

Torno da Roma, senza sapere l’esito del colloquio .

Anzi passano cosi tante settimane che riesco a non pensare più  a questa spedizione italo-francese

Ed è un gran peccato questo silenzio, perché nel frattempo arrivano le risposte alle domande che mi ero posto , e sono tutte positive.

SI!ne sarei capace, si ne sarei onorato e felice,si rappresenta una opportunità per pochi umani.

 

Continuo con i miei programmi di riabilitazione e di lavoro.

Inizio a pensare che nello stesso anno solare dove dei chirurghi mi hanno ripreso per i capelli, rischio di far parte di una missione che può segnare la mia vita.

Inizio a pensare che se la cosa va in porto può essere motivo di vanto ma soprattutto di sprono, perché la vita può veramente offrirti porte quando non vedi neppure delle finestre.

Ripenso al mio primo colloquio via skype, ancora in fasce e vestito solo a metà perché chinarmi mi procurava ancora dolore e sorrido.

Arriva la risposta da Roma.

Sono uno dei candidati per questa missione, e siamo rimasti praticamente in due.

PORCA MAIALA AFFUMICATA  AL ROSMARINO!!

Difficile non iniziare a pensare seriamente che tra poche settimane rischio di partire per un intero anno.

1 anno di isolamento al mondo, ma in continuo contatto con me stesso.

Non sono turbato, ne parlo con le mie figlie e con la mia famiglia.

Inizio a sentire una serenità in questa opportunità che rasenta lo zen.

Devo presentarmi a Milano, nell’istituto militare aerospaziale per tutti i test fisici , psicologici ect ect.

Mi reco a Milano, e faccio tutto quello che devo.

Mi ribaltano come un calzino, faccio esami che non ne conoscevo neppure l’esistenza.

Ma mi piace, e in fondo mi diverte perché penso che tra poche settimane farò 45 anni e mi ritrovo in una esperienza che mai avrei potuto sognare.

Una esperienza a distanza di pochi mesi da un trauma fisico non lieve.

I test a milano sono accettabili tranne due .

E qui finisce per il momento la mia avventura durata mesi.

Non posso dargli un lieto fine, però vi assicuro che sono felice e sereno, perché ho vissuto tutto con uno stato d’animo riconoscente e sobrio.

E pur non essendo una storia con il finale da applauso, è stata una esperienza che mi ha arricchito, e spero che chiunque di voi stia passando delle giornate poco felici, abbia la convinzione che ci sono stati d’animo che possono essere vissuti in maniera più leggera.

Che per quanto retorica la frase nulla è perduto,rappresenta la pura verità.

Steso su un letto di ospedale ho per un attimo sognato di vivere una storia fantastica, e pur essendo l’ultimo che poteva esser preso in considerazione sono arrivato quasi alla fine.

Quest’anno non partirò, ma intanto la mia valigia si è riempita di tutte quelle risposte che in questi mesi ho ricercato, e mi sono ritrovato pronto per qualsiasi cosa.

Ecco il perché di tanti silenzi.

Oggi nel mio compleanno ne ho rotti diversi,mi sono raccontato, ma la mezzanotte è passata da qualche minuto per cui ritorno volentieri  nelle mie abituali e raccolte vesti, anche perché da domani si ritorna a far visita all’ospedale, questa volta di Spezia.

Amo cambiare anche nelle mie piccole disgrazie 🙂

Buone coseWhatsApp Image 2017-08-30 at 22.15.01

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Silvia Silvia ha detto:

    Fantastico!.. 💚

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  2. Avatar di cuggy cuggy ha detto:

    Sei speciale

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