pierre

Salve a tutti!

Generalmente come primo articolo si tenta di spiegare un po’ del proprio lavoro, di fornire una panoramica sulle proprie attività.

Io per indole caratteriale vorrei cavarmela con ” salve a tutti mi chiamo Paolo Rigamonti e faccio il cuoco, o almeno ci provo. Mi piace farmi chiamare Bruciapadelle”

Ecco , vorrei essere lapidario e sintetico.

So però che non posso cavarmela così, per cui possiamo trovare un compromesso.

inizio a mettere una fila di punti di sospensione, come se fosse la fine di un pensiero, e proseguo raccontando qualcosa di me, per cui chi ha la pazienza e il desiderio di tediarsi un po’ può continuare a leggere

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eccomi qui, pronto a scrivere qualcosa in più per i pochi  audaci ( o chi semplicemente non ha di meglio da fare)

Le mie generalità le ho già fornite, sono nato a Roma nel lontano 1972.

Vi risparmio i calcoli, per chi leggesse questo articolo nell’anno solare sono

ben 43 anni!

Scuole elementari a Roma, scuole medie ad Arezzo e istituto alberghiero a Firenze.

Proprio a Firenze inizio ad approfondire questa passione che poi è diventata un lavoro.

Salto volentieri qualche anno altrimenti rischio di fare il prossimo compleanno qui con voi.

Ho lavorato in diverse città italiane, Arezzo, Firenze, Siena, San Remo, Imperia, Roma, Perugia, Forte dei Marmi, la Spezia, le 5 terre, in Lunigiana, nell’appennino Casentinese e in quello Tosco Emiliano,  e altre ancora..

Negli ultimi anni ho avuto il piacere e l’onore di essere lo chef del parco nazionale delle 5 terre, e di collaborare con il parco tosco emiliano durante la mia permanenza in Lunigiana.

Proprio il legame con il territorio ha iniziato a influire nel mio modo di cucinare, di ricercare quei prodotti che hanno una storia fatta di fatica e sudore.

Spero ancora oggi di pormi di fronte ad essi con il massimo del rispetto, che per me non vuol dire altro che esaltarli in uno dei miei piatti.

Non amo raccontare dei piccoli successi avuti, perché alcuni sono usciti dalla mia memoria, altri invece non mi hanno segnato in nessun modo.

Piuttosto preferisco pensare sempre al domani, in un continuo divenire.

I ricordi positivi o quelli negativi non sono mai legati a un riconoscimento , ma piuttosto a delle persone, a dei bei momenti passati insieme.

Infatti sono pienamente consapevole che se sono riuscito a far qualcosa di buono nella mia vita, nel mio lavoro, lo devo sopratutto a chi mi è stato vicino.

Non posso nominare tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, potrei provare con i loro cognomi a raccontare una storiella surreale, del tipo ” a Natale sono tutti Belli mentre passeggiano nei Borghetti tra Montanari e Rigamonti, ..eccomi ! ci ri siamo “ma mi rendo conto che la maggior parte dei nomi non ha un cognome che si presta a questo giochino.

Per cui mi tengo con pudore il mio senso di gratitudine e spero possiate trovare qualche spunto simpatico in questo semplice sito.

pi.erre “Paolo Rigamonti” ..